Marino smentisce l’incontro col tecnico dell’Atalanta, ma il suo nome
resta in pole per un eventuale dopo Reja, che intanto prepara la sfida di
domenica al Catania.
La bomba è stata innescata, anche se gli sviluppi appaiono ancora da
decifrare: il Napoli sta pensando a Gigi Del Neri come prossimo tecnico per il
dopo Reja. I ben informati sostengono che l’ex trainer del Chievo dei miracoli,
che oggi ha portato l’Atalanta ad un sorprendente 6° posto, si sia incontrato
lunedì scorso con Pier Paolo Marino in quel di Mestre. Circostanza negata dallo
stesso direttore generale del Napoli, che ha specificato di essere stato a Praga
per vedere una partita quel giorno. Il nome di Del Neri però torna di
interesse, a ben guardare alcuni indizi: il tecnico di Aquileia, friulano come
Reja, non ha ancora firmato il rinnovo del contratto con l’Atalanta; la distanza
tra le parti è rappresentata economicamente da 250.000 euro, ma potrebbe essere
anche di ambizioni. Non è escluso che Del Neri, dopo le esperienze fallite con
Porto, Roma e Palermo, voglia provare ancora l’avventura in una grande piazza:
il Napoli, d’altra parte, si sta guardando intorno, anche perché il divorzo con
Reja potrebbe avvenire in maniera consensuale. Inoltre l’interesse verso
l’artefice del miracolo Chievo combacia con quello per Langella, esterno
sinistro d’attacco, fortemente voluto a Bergamo dallo stesso Del Neri ed
anch’egli in scadenza di contratto. La società, che comunque starebbe
vagliando anche l’ipotesi di un ulteriore anno con l’uomo della doppia
promozione alla guida, ha chiesto all’allenatore di prendere una decisione a
breve sul futuro; Reja sembra voler temporeggiare, stanco forse delle tensioni
di una piazza calda come Napoli. Insomma sembra un duello tra friulani per la
panchina azzurra edizione 2008/2009: quello in carica, però, è più concentrato
su questo finale di stagione, che sull’inizio della prossima. La squadra
si sta preparando alla delicata trasferta di Catania, nella quale dovrà
rinunciare a Blasi; torneranno però Santacroce, Gargano e Mannini, con Pazienza
ancora in dubbio per un fastidio muscolare. Al “Massimino” il Napoli ritroverà
Walter Zenga, “nemico” di tante sfide con l’Inter ai tempi di Maradona, ma
all’esordio sulla panchina etnea: sempre in tema di portieri presto potrebbe
arrivare il momento di Nicolas Navarro. Ieri l’ex estremo difensore
dell’Argentinos Jrs è stato provato nella squadra titolare; se non in Sicilia,
potrebbe esordire contro l’Atalanta la settimana successiva.Prima c’è il Catania, in piena bagarre salvezza: c’è da scommettere però, che
i tifosi azzurri, oltre che per i propri beniamini avranno occhi per un oggetto
del desiderio di tanti club. Si tratta di Vargas, esterno sinistro cileno del
Catania, accostato proprio in questi giorni, dallo stesso dg etneo Lo Monaco, al
Napoli.
Fonte:
Il Mediano
3 aprile
2008
De Laurentiis alla
Federcalcio: pronto ad investire ancora tanto per comprare i campioni
Il presidente azzurro a colloquio con Abete: il club terrà i suoi giocatori più
importanti, da Hamsyk a Lavezzi, e spenderà per portare a casa
altri colpi. Obiettivo Champions League in tre anni. Domenica a Catania senza
Blasi ma con Gargano e Mannini. Con la salvezza in tasca è
svanito anche l´ultimo dubbio: De Laurentiis è pronto a investire più di
quanto non abbia già fatto finora. E da subito. La conferma è arrivata ieri, un
passaggio ha delineato chiaramente i nuovi scenari: il patron azzurro,
accompagnato dal direttore generale Marino, ha incontrato a Roma il
presidente della Federcalcio Abete. Meno di un´ora di colloquio, una
chiacchierata cordiale durante la quale il Napoli è stato l´argomento
principale, ma non solo per quel che riguarda l´aspetto tecnico. Abete ha fatto
i complimenti a De Laurentiis per il cammino della squadra in questo
campionato, poi si è passati alle questioni che premevano di più al produttore
cinematografico: affiancato dal suo staff di commercialisti e alla
presenza di rappresentanti della Covisoc, De Laurentiis si è informato su
alcuni dettagli di carattere fiscale riguardanti la gestione del club e la
possibilità di trasferire costi alla Filmauro, la casa di produzione
cinematografica di De Laurentiis. Operazioni per le quali era
indispensabile il benestare della Figc e che, fondamentalmente, avranno un unico
scopo finale: consentire una maggiore disponibilità economica al Napoli
in vista della prossima campagna acquisti. Alla fine, De Laurentiis è
apparso decisamente soddisfatto per le risposte ottenute da Abete e dai suoi
collaboratori. E devono avergli fatto piacere anche le parole del
presidente del Milan: «Credo che la strada intrapresa da De Laurentiis
nel calcio sia quella giusta, lui è un bravissimo imprenditore nel cinema e sta
dimostrando di capirci anche di calcio», ha detto Berlusconi a radio Kiss Kiss.
«Il Napoli aveva bisogno di un grande presidente, credo che De
Laurentiis possa diventare un presidente vincente e il mio augurio è di
trovare presto il Napoli in Europa, magari insieme al Milan in Champions
League». Prima, però, c´è da portare a termine questo campionato: il
Napoli si prepara alla trasferta di Catania, Reja dovrà fare a
meno dello squalificato Blasi, che ormai a ogni ammonizione ricevuta
subirà automaticamente una giornata di stop. Rientra però Gargano, che
sarà affiancato a centrocampo da Hamsyk e Pazienza (che ieri ha svolto
lavoro differenziato). Torna titolare dopo la squalifica anche Mannini,
Santacroce si riprende il posto in difesa accanto a Cannavaro e
Domizzi: per quest´ultimo ancora voci di mercato, il suo procuratore ieri
ha ammesso: «Piace a Inter e Fiorentina».
Fonte:
Repubblica
2 aprile
2008
Napoli, torna di moda Gilberto Silva
mentre si sognano Amauri e Luis Fabiano
Quattro acquisti. È l’obiettivo del Napoli per la prossima
stagione. Dopo aver gettato solide basi con l’inserimento nell’organico promosso
in serie A di giovani promettenti quali Lavezzi (23 anni), Santacroce (22),
Mannini (25), Hamsik (21), Gargano (24) e Navarro (23), la società punterà ad
effettuare pochi, ma importanti acquisti. De Laurentiis ha ribadito che Marino
avrà ampio mandato per migliorare il Napoli. Il dg opererà secondo il suo credo:
no alle spese folli, sì ad operazioni che portino il Napoli nel giro di qualche
anno ad essere uno dei club più competitivi d’Europa. Quattro acquisti: uno per
reparto più un elemento duttile. Ovviamente, prima di diventare operativi sul
mercato si attende che la squadra abbia raggiunto l’aritmetica salvezza e che
inizi a delinearsi la questione-allenatore. Reja si è dichiarato «affascinato di
guidare un Napoli più forte», ma ha anche detto «mi ritengo libero, disponibile
a trattare con altre società». De Laurentiis è stato chiaro: «Grande affetto e
stima per Reja, ma ci faccia sapere cosa intende fare per il prossimo
campionato». Marino, intanto, non è assolutamente fermo. Appena può, va in giro
a visionare questo o quel calciatore ed incarica i suoi osservatori di seguire
gli elementi che lui ritiene facciano al caso del Napoli. Per centrare quattro
acquisti di prestigio, nel mirino del dg ci sono vari elementi anche con diverse
caratteristiche. Marino non bada solo agli aspetti tecnici, ma anche a quelli
legati all’uomo: alle sue abitudini, alla sua possibilità di adattamento in una
città quale Napoli. Tra gli obiettivi c’è Gilberto Silva, il centrocampista
dell’Arsenal nato a Lagoa da Prata, in Brasile il 7 ottobre 1976. Con la sua
Nazionale ha trionfato ai mondiali di Corea e Giappone del 2002. In Inghilterra
ha vinto la Premier League nel 2004 e la FA Cup per due volte. Staziona davanti
alla difesa e sa dettare ritmo e gioco. L’Arsenal, che stasera affronterà il
Liverpool in Champions, lo ingaggiò per 4,5 milioni di sterline nel 2002. C’è
chi giura che Gilberto Silva, che ama suonare una piccola chitarra, è sul
mercato. Il Napoli è pronto a partire per una missione intrigante. Nel mirino
del club partenopeo ci sono anche Giampiero Pinzi (1981) dell’Udinese e Emil
Hallfredsson (1984) rispettivamente centrocampisti dell’Udinese e della Reggina.
Uno dei due potrebbe tornare comodo se il Napoli non dovesse trovare l’accordo
con la Juve per Blasi. Va detto, però, che Marino farà di tutto per acquistare
anche il restante cinquanta per cento del suo cartellino. Difesa. A salvezza
raggiunta, ci sarà l’esordio di Navarro. Marino crede molto in lui, ma tiene
d’occhio il portiere del Rimini, Andrea Consigli (1987). Per la fascia sinistra,
tre opzioni: Vargas del Catania, Balzaretti del Palermo ed Emanuelson dell’Ajax.
Infine, l’attacco. Marino ha chiesto al procuratore di Amauri se la trattativa
Palermo-Juventus è già stata definita. Sembra di no. Non è da escludere un
inserimento del Napoli nella trattativa. In alternativa, viene seguito con
interesse Luis Fabiano, bomber del Siviglia: 7 i suoi gol nella Champions
League. Infine, va segnalato un ritorno di fiamma per Mauro Esposito della Roma
Fonte:
Il Mattino
1 aprile
2008
Ciao
Pampa, resterai per sempre nei cuori dei tifosi
azzurri
L’annuncio di Pierpaolo Marino è di quelli da lasciare senza fiato, “Il
Pampa va via a fine stagione…” in un soffio e con la voce che trema, si perché
Roberto Carlos Sosa è il pilastro della rinascita del Napoli. Il
primo che insieme a Montervino si è allenato nel ritiro di Paestum quando ancora
non c’erano i palloni e le casacchine azzurre. Il primo che ha detto si al
progetto De Laurentis e ci ha creduto fino in fondo. Siamo sicuri che
ogni tifoso azzurro sarà commosso dalle parole di Sosa, che considera la
sua una scelta di vita. Lui argentino di Santa Rosa ha deciso di tornare nella
sua terra, lì dove ha dato i primi calci ad un pallone. E come mettere in
discussione la scelta di un uomo, prima che un giocatore, che ha dato tutto e
anche di più per la maglia azzurra. Come dimenticare le tante
“capocciate” date a quel pallone che hanno fatto impazzire di gioia i tifosi
napoletani e che hanno portato i partenopei di nuovo in serie A. Il Pampa non è
stato solo un grande in campo ma anche nello spogliatoio, contribuendo assieme
al gruppo storico, a mantenere gli equilibri giusti, ha accudito Lavezzi
come fosse un fratello quando è giunto in Italia ed è anche grazie a Sosa
se il pocho si è subito ambientato nella realtà napoletana. Potremmo
stare a scrivere ancora tante parole, perché di bandiere come Roberto Carlos
Sosa se ne trovano ben poche in giro, per questo preferiamo salutarlo, ma
non con un addio, ma con un arrivederci perché il segno del Pampa resterà per
sempre indelebile nel cuore di tutti quelli che amano il Napoli. Ciao
Roberto la storia ti appartiene.
Fonte: Calcionapoli1926
1 aprile
2008
Hamsik: “Io e il Napoli all’assalto dell’Europa.
Voglio restare a lungo”
Ventuno anni fra quattro mesi, a luglio. Marek Hamsik è il più giovane del
gruppo azzurro, ma è anche il più determinato. Non gli basta essere un
calciatore di serie A: vuole diventare un campione vero e siccome è un tipo
determinato, ci riuscirà. Domenica notte ha segnato il gol della vittoria sul
Palermo, quello che ha regalato la definitiva tranquillità al Napoli. Dopo
quella rete cosa ha fatto? «Sono tornato a casa. Ho dormito fino alle dieci del
mattino, poi ho aspettato un paio di amici e siamo andati a pranzo fuori». Tutto
qui? Non sembra una giornata da campione… «Io sono uno tranquillo. Non faccio
tardi la notte e non mi piace andare in giro per locali. Ogni tanto al
ristorante, ma senza mai eccedere». Quando ha chiamato casa, come ha raccontato
la sua notte magica? «Erano tutti felici, soprattutto la mia ragazza, Martina.
Passiamo ore a parlarci. Usiamo internet e parliamo grazie a Skype, un programma
collegato a una webcam, così possiamo anche guardarci negli occhi». Già pensate
al matrimonio? «È troppo presto, io ho vent’anni, Martina va ancora a scuola.
Però a giugno concluderà gli studi, e dal prossimo settembre verrà a vivere qui
con me». Progettate un futuro qui a Napoli? «Perché, qualcuno pensa che io
voglia andare via?». I tifosi si augurano che Hamsik resti qui per sempre…
«Anche io ho voglia di continuare la mia avventura in maglia azzurra il più a
lungo possibile. Credo che questa sarà la settimana in cui ridiscuteremo il
contratto con la società. Sono felice, significa che resterò tanti anni in
azzurro». Lei, però, disse che avrebbe voluto giocare in Champions… «Dissi che
l’avrei voluta giocare con il Napoli. Confermo. Io sono certo che entro due anni
saremo in Europa, poi arriverà prestissimo anche la manifestazione più
importante». Eppure Hamsik è un pezzo pregiato del mercato. Sugli spalti ci sono
spesso osservatori a seguirla. «Io certe cose le scopro dai giornali. Leggo il
nome del Chelsea, della Juventus, ma a me interessa solo l’azzurro. E poi sapere
che ci sono gli osservatori mi mette a disagio, è come sentirsi sotto esame». De
Laurentiis dice di essere geloso, dice che non la cederà mai. «Il presidente è
una gran persona. Prima della partita contro la Juventus mi mandò un sms: ho
fiducia in te, so che sei bravissimo. Ne fui entusiasta, lo conservo ancora». E
il rapporto con Marino? «Meraviglioso. È una persona che conosce il calcio, ha
sempre suggerimenti e consigli giusti, una guida. Anche con l’allenatore Reja
c’è un bellissimo rapporto: il mister non è solo un ottimo allenatore, ma anche
una persona perbene, dote impareggiabile». A vent’anni è già un campione, ma
Hamsik come si immagina da grande? «Voglio migliorare sempre, crescere. So di
avere tanto da imparare. So pure che non si smette mai di ricevere lezioni.
Continuo a considerare Nedved il mio punto di riferimento: avete visto che ad
ogni stagione mostra un segnale di crescita in più? Lui non invecchia, diventa
semplicemente più bravo…». Nel Napoli chi l’ha aiutata a crescere? «Da ogni
compagno imparo qualcosa. Sul piano umano la persona che mi è stata più vicina,
fin dall’inizio, è Garics». Sa che Hamsik e Lavezzi sono il simbolo di questo
Napoli giovane e vincente? «No, non è così. Lavezzi è il simbolo del Napoli, io
no». Ci creda, per i tifosi siete voi due gli idoli. «Beh, allora dico che uno o
due giocatori non fanno una squadra e non vincono nulla da soli. Il Napoli è un
gruppo, e non sono parole di convenienza. Io ci credo per davvero». Che rapporto
ha con il Pocho? «Lo ammiro. E poi sa regalare assist incredibili, come ha fatto
l’altra sera». Ma se non ci fosse stata la testa di Hamsik col ciuffo… «Sono
davvero felice. Sette gol senza rigori né calci piazzati. Vado fiero di me
stesso». Che rapporto ha con la città? «Vivo a Villaggio Coppola, solo ogni
tanto vado a Napoli, ed è bellissimo». Le piace Napoli? «Mi piace tantissimo,
però amo soprattutto la gente. I tifosi sono travolgenti, entusiasmanti,
regalano sensazioni uniche». Non si sente oppresso dal calore dei tifosi? «Mai,
mi piace e mi sento quasi in difficoltà perché non so come ricambiare tanto
affetto. Certe volte restano ore e ore fuori del campo di allenamento, solo per
avere un autografo. Nel mondo non c’è un posto uguale». Per questo giura amore
eterno al Napoli? «Anche per questo. Napoli è il posto giusto per un calciatore
che vuole diventare grande. Il mio progetto e quello del Napoli coincidono
perfettamente: daremo, insieme, l’assalto all’Europa…».
Fonte: Il
Mattino
31 marzo
2008
De Laurentiis
parla del suo Napoli e del suo progetto
Il presidente del Napoli, Aurelio De
Laurentiis, confida le sue ambizioni ed i suoi progetti nel corso della
trasmissione ‘La Politica nel Pallone‘ su Gr Parlamento. Di seguito i
punti salienti del suo intervento.
"Quando si vedra’ un Napoli in lotta per lo scudetto? Se il calcio rimane
provinciale come in questo momento, allora bisogna fare i passi con grande
cautela e grande calma e ci vogliono dai tre ai sette anni di cui parlava
Prandelli per la Fiorentina. Se si fa, magari dal 2011, un campionato europeo di
Serie A, con un fatturato superiore, allora le cose cambierebbero e farei una
squadra in grado di vincere subito". Il presidente del Napoli, Aurelio De
Laurentiis, lega i suoi progetti e quelli del club al futuro del calcio stesso
ma le ambizioni partenopee sono grandi. "Se avessimo avuto la rosa a
disposizione, senza tutte queste mancanze, tutte queste squalifiche - prosegue
ai microfoni de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento - con un po’ piu’ di
attenzione e di fortuna avremmo potuto vincere cinque partite che invece abbiamo
perso e con 15 punti in piu’ saremmo al quarto posto. Ma meglio la politica dei
piccoli passi, andiamo avanti con umilta’ e facciamo crescere questi ragazzi.
Sappiamo che c’e’ ancora tanto da lavorare. Abbiamo rilevato un titolo dal
fallimento, siamo partiti da zero e non dimentichero’ mai il giorno in cui mi
venne assegnato il Napoli perche’ mi era stato assegnato il nulla. Pierpaolo
Marino - ricorda il presidente partenopeo - ando’ a comprare da un tabaccaio
delle magliette azzurre per poter disputare il primo allenamento. Quando sono
entrato nel mondo del calcio non sapevo nulla ed e’ stato un bene, perche’ ho
avuto la ‘fortuna’ di trovare il Napoli in C e di fare la gavetta, ricominciando
come uno studente e gestendo una nuova attivita’ che mi affascinava". De
Laurentiis, che a Napoli sarebbe potuto arrivare prima ("nel ‘99 sono arrivato
in citta’ con un assegno per Ferlaino e invece lui mi fece causa perche’ stavo
distraendo la campagna acquisti"), sogna in grande per i suoi ("la Coppa Uefa
non mi interessa, la Champions League si’") e per questo si tiene stretti i suoi
gioielli, da Lavezzi ("su di lui ho molto creduto e molto puntato") ad Hamsik.
"Non e’ che faccio una questione di valorizzazione o di investimenti - spiega -
uno lavora per un’idea, per uno scopo e la cosa piu’ complicata nel calcio e’
che e’ un film settimanale di cui non si conosce la sceneggiatura. Si possono
fare delle previsioni ma la palla e’ rotonda e si puo’ avere un risultato
anziche’ un altro. Io, comunque, sono molto geloso, morbosamente geloso, nel
cinema faccio delle esclusive. E siccome i progetti sono in funzione di una
crescita di un collettivo, non si puo’ tagliare in una pianta un ramo prezioso.
I giocatori del Napoli non si toccano". De Laurentiis non e’ uno che bada a
spese se c’e’ da rafforzare la squadra e a chi gli chiede se sarebbe disposto a
comprare oggi un Maradona dice: "di Maradona ce n’e’ stato solo uno ma se ce ne
fosse uno in giro da 25 milioni di euro, lo prendere domani". Quello vero,
quello che ha fatto sognare i tifosi napoletani, e’ invece destinato a rimanere
nella memoria perche’ De Laurentiis non prevede per lui un ruolo nel club di
oggi. "E’ un grande del passato e del presente, non voglio umiliarlo facendolo
diventare il giullare portafortuna - spiega - Maradona e’ genio e sregolatezza,
non si puo’ pretendere che diventi un manager disciplinatissimo. L’ho avuto come
attore e mi ha fatto impazzire, nella logica d’impresa sono altri i fattori con
cui sono abituato a convivere. Maradona e’ unico, lasciamolo nella sua
unicita’". Per quanto riguarda il mercato, il presidente partenopeo lascia tutto
nelle mani di Marino ("e’ fedelissimo, non mi dice nulla e questo mi diverte,
quando ho una pausa nel mio lavoro non faccio altro che provocarlo") ma esclude
la possibilita’ di vedere Adriano con Lavezzi ("si deve considerare che ci deve
essere armonia e tutela della semplicita’, ci sono grandi valori, devono venir
fuori a poco a poco i valori atletici e morali, la salvaguardia del gruppo dello
spogliatoio, senza che ci siano supereroi ed eroi di secondo grado e’
fondamentale") mentre su Cassano dice: "deve avere un grosso patrimonio
istintivo sul quale ha poggiato le sue fortune calcistiche ma anche un peso
psicologico che si porta dietro, forse dall’infanzia, che non gli permette di
coordinarsi". "Cassano e’ un grande campione ma che si comporta spesso con due
personalita’ - dice ancora De Laurentiis - e una di queste lo blocca e gli
combina grossi problemi perche’ in questo calcio ci sono regole che vanno
rispettate". Il presidente partenopeo, che vorrebbe giocare sempre di sera non
solo per le sette vittorie in altrettante partite ("il vero spettacolo comincia
la sera, al cinema e’ bello andare alle 20.30, alle 22.30"), parla anche del
futuro del suo allenatore. "Reja ha voluto sempre fare un accordo annuale, ma
sono cose che cura Marino - sottolinea - Se di anno in anno hanno trovato una
logica contrattuale, io non ci metto bocca. Siamo tra gentiluomini, Reja lo
considero uno di famiglia, lo stimo, gli voglio bene, se uno si sente di andare
avanti, di raggiungere certi obiettivi e affrontare la crescita del gruppo in
una certa direzione, allora si continua il rapporto". Una battuta infine sulla
morte del tifoso del Parma che ha portato ieri al rinvio della gara tra emiliani
e Juventus: "e’ ovvio che e’ successa ieri una disgrazia di dimensioni
gigantesche e di fronte a queste tragedie - e’ il pensiero di De Laurentiis -
bisogna solo meditare, auspicare che non accadano piu’ e che ci sia una
prevenzione sul piano dell’educazione".
Fonte: Napolisoccer
31 marzo
2008
Terremoto
Hamsik, il gol dello slovacco fa esplodere il San Paolo
Alzi la mano chi tra gli oltre 50.000 che ieri sera si trovavano allo stadio
“San Paolo” non sentiva nell’aria il gol del Napoli a tempo scaduto. Sarà stata
probabilmente l’abitudine del Napoli in questa stagione a segnare nel finale
delle partite casalinghe(vedi partite contro Livorno, Reggina, Torino e Lazio)
oppure sarà stata l’atmosfera delle partite in notturna che non poteva
interrompere la serie delle sei vittorie su sei. Fatto sta che il gol di Hamsik
in pieno recupero è stato una sorpresa sì ma fino ad un certo punto per i tifosi
azzurri. La serata era iniziata con il solito entusiasmo che solo una piazza
come quella di Napoli può regalare per una partita non certo di cartello come
quella contro il Palermo che era soltanto lontano parente della bella squadra
ammirata nella scorsa stagione. C’era grande attesa sugli spalti nel rivedere
quell’Amauri che aveva iniziato la sua esperienza italiana proprio a Napoli e
che nel giro di pochi anni è diventato uno degli attaccanti più forti in
circolazione ed anche ieri sera al “San Paolo” lo ha dimostrato impegnando da
solo i cinque difensori schierati da Reja. Lo spettacolo sugli spalti è
stato di gran lunga superiore a quello offerto dalle squadre in campo ed il
settore che più si è messo in luce è stato ancora una volta quello dei Distinti
che al momento dell’ingresso in campo dei ventidue ha illuminato la serata con
stelle di Natale, che venivano esibite anche da un centinaio di tifosi del
Palermo nel settore opposto, e palloncini bianchi ed azzurri. Le due Curve
invece prendevano a cuore la sorte del tifoso del Parma deceduto nel pomeriggio
per motivi ancora poco chiari e tutto lo stadio mandava un messaggio di conforto
alla famiglia del ragazzo applaudendo ininterrottamente durante il minuto di
silenzio. Dopo un primo tempo veramente deludente il pubblico di casa
fischiava sonoramente i ragazzi di Reja che, contro un Palermo falcidiato dalle
assenze, non stavano per nulla onorando la maglia. Al rientro in campo però
arrivavano applausi d’incoraggiamento per tutti e la squadra sembrava
improvvisamente iniziare a cambiare marcia, soprattutto dopo le sostituzioni di
Grava e Savini chiamate dal pubblico a gran voce. All’uscita dal campo di Calaiò
per Sosa il pubblico decideva di applaudire comunque l’arciere azzurro
nonostante la prova piuttosto incolore a testimonianza della grande riconoscenza
dei tifosi verso chi con i suoi gol ha riportato il Napoli in serie A. A
circa dieci minuti dalla fine partiva un improvviso lancio di fumogeni dalla
Curva B che potrebbe portare martedì alla squalifica del campo per la prossima
sfida casalinga contro l’Atalanta. Il motivo del lancio? Una protesta contro
l’arresto di alcuni tifosi azzurri rei domenica scorsa a Reggio Calabria di aver
festeggiato con un lancio di fumogeni il gol di Sosa. E quando ormai ci si
avvicinava sempre più inesorabilmente alla zona Napoli ecco che il tifo dagli
spalti aumentava per sospingere gli azzurri all’assalto finale. Il gol di
Hamsik, l’esplosione di gioia collettiva e la comprensibile disperazione dei
supporter rosanero a seguito concludevano una serata iniziata sì in sordina ma
terminata con l’immancabile inno alla gioia partenopea “O’ surdato
‘nnamurato”.
Fonte:
Napoli2000
30 marzo
2008
Napoli-Palermo,
le interviste'
Reja:
“Avevo detto ad Hamsik, un secondo prima del
gol, di cercare gli inserimenti centrali e di lasciare Bogliacino sulla sinistra
e dopo un attimo è arrivato il gol. A volte il calcio è strano. Abbiamo avuto
dei problemi nel primo tempo, soprattutto con Simplicio, ma come a Palermo non
meritavamo la sconfitta, ora abbiamo vinto al 91’. Gargano? Sicuramente ci è
mancato, è un giocatore importante per noi. Calaiò? Ha fatto una buona partita,
per impegno e movimenti, ma è stato penalizzato dal nostro gioco nel primo
tempo. Sosa? Negli stacchi di testa è straordinario, ha qualcosa in più degli
altri. Abbiamo sofferto, nel primo tempo, in mezzo al campo, così ho cambiato
modulo. Ora guardiamo alla partita di Catania, all’anno prossimo ci penseremo a
tempo dovuto. Il Napoli deve migliorare a centrocampo? Noi abbiamo già preso
Mannini che ci regala gli spunti giusti sulle fasce, ma si deve ancora inserire
bene. Con Marino e De Laurentiis parliamo tranquillamente, non ci sono problemi,
io non vado in cerca di contratti. Se sto bene in un posto e c’è l’accordo
continuo, altrimenti me ne vado. Lavorare a Napoli non è facile, perché ci sono
continue pressioni e critiche, ma questa città premia la serietà”
De
Laurentiis: "Per la salvezza ci mancano ancora due punti, comunqe abbiamo già fatto un punto
in più rispetto al girone d’andata e abbiamo sempre vinto di sera. C’è un pò
dispiacere perchè abbiamo perso delle partite che non avremmo dovuto perdere e
allora mi domando dove saremmo potuti essere. Ho sempre detto che questo è un
Napoli in progress e bisogna mettere anche in conto che qualche partita per
inesperienza la si può perdere. Questo è un Napoli che gira a tutto tondo,
perchè mancavano 6 elementi importanti ma anche quando manca qualcuno viene
subito sostituito e il Napoli continua a fare bene. Noi facciamo passo dopo
passo, come ha detto Reja. Pensiamo alla partita della prossima settimana,
andiamo a Catania che è una trasferta complicata. Loro stanno in una zona di
classifica difficile e devono fare la partita della vita. A noi torneranno
giocatori importanti. Quando finirà il campionato Reja, il sottoscritto e
Marino si siederanno attorno a un tavolo e cercheranno di modellare il futuro
più giusto per la propria professione e per il Napoli".
Hamsik:
"Siamo tutti molto felici per questa vittoria che credo sia meritata. Non siamo
stati impeccabili, il Palermo ha giocato una grande partita ma alla fine ci
abbiamo creduto e abbiamo portato a casa tre punti importanti. Sono felice per
il gol, molto bello l'assist di Lavezzi poi il difensore mi ha spinto ma questo mi ha
favorito nel colpire poi il pallone di testa. A Napoli mi trovo benissimo, la
città è fantastica così come i tifosi. La Juventus? Non so nulla e non mi
interessa".
Fonte:
Napolipress - Tuttonapoli - Napolisoccer
30 marzo
2008
Napoli-Palermo
1-0: Hamsik regala la vittoria agli azzurri al 92'
Un Napoli non brillante, riesce a conquistare lottando con le unghie e con i
denti 3 importantissimi punti, riuscendo a toccare così quella "quota 40", tanto
auspicata da De Laurentiis e Marino. Palermo che fa la partita per gran parte
del tempo, salvo avere un giustificabile calo fisico finale, punito dalla
capoccia dai capelli a spazzola di Marek Hamsik, lesto ad avventarsi sul
quel pallone vagante, spedendolo all'incrocio dei pali. Per il resto, due legni,
equamente divisi tra le due compagini: il primo lo colpisce Balzaretti nel primo
tempo con un gran sinistro da fuori, il secondo lo centra Sosa, all'ultimo
minuto con un tiro altrettanto spettacolare. Lavezzi sciupa una grande occasione
sullo 0-0 ad inizio ripresa, ma poco conta. Questo è il Napoli di notte,
splendido a tratti, spietato sempre.
Il
tabellino:
NAPOLI: Gianello, Contini,
Cannavaro, Domizzi, Grava (15' st Garics), Pazienza, Blasi, Hamsik, Savini (15'
st Bogliacino), Calaiò (27' st Sosa), Lavezzi. A disp. Navarro, Rullo, Dalla
Bona, Montervino. All. Reja
PALERMO: Fontana, Cassani,
Barzagli, Zaccardo (11' pt Cossentino), Balzaretti, Guana, Migliaccio, Simplicio
(25' st Bresciano), Jankovic, Caserta (44' st Tedesco), Amauri. A disp.
Agliardi, Di Matteo, Romeo, Cani. All. Colantuono
Arbitro: Banti di Livorno Marcatore: 47' st Hamsik Note:
ammoniti Domizzi, Blasi. Recuperi 2+4
Fonte:
Cuore Azzurro - Napoli2000
29 marzo
2008
E
il Napoli bussa all'Uefa
Il Napoli prepara la documentazione per ottenere la licenza
Uefa e, quindi, potere partecipare alle competizioni europee per club. Intertoto
compreso. Non un idea, bensì azione: nei giorni scorsi, infatti, il d.g. Marino
ha chiesto alla squadra di firmare le liberatorie relative al pagamento degli
stipendi (al 31 Dicembre 2007), motivando l'urgenza della richiesta con
l'obbligo di presentare le carte entro i termini previsti dall'Uefa. Il Napoli
insomma ci crede. Temporeggia sornione, non si sbilancia sulla possibilità di
prendere parte all'intertoto ma, a prescindere dal raggiungimento
dell'obiettivo, intende comunque mettersi in regola. Decidere se iscriversi o
no, dopo aver ottenuto la licenza, è sempre la migliore delle soluzioni.
All'intertoto partecipa la squadra che si classifica dietro l'ultima qualificata
alla coppa Uefa. La competizione però non è sempre accettata di buon occhio,
anzi, spesso fioccano i rifiuti: la partita d'andata del primo turno infatti è
mediamente programmata entro i primi 10 giorni di Luglio. Tuttavia i criteri per
l'iscrizione sono economici e strutturali, per cui anche il S.Paolo dovrà
ottenere la licenza: comune e Napoli hanno spedito il dossier e attendono il
placet. La commissione di vigilanza si riunirà per concedere l'agibilità per
tutto il 2009.
Fonte: Gazzetta
dello Sport
26 marzo
2008
Le
risposte di Pierpaolo Marino alle domande dei tifosi
Ai microfoni di Marte Sport
Live è intervenuto Pierpaolo Marino che ha risposto alle tante domande dei
tifosi, con esaustività e massima disponibilità. In sintesi, ecco le sue
dichiarazioni: "Avrei potuto passare una
Pasqua migliore se avessero soppresso il recupero a Reggio, ma va bene così! I
tifosi sono tanto cari e vorrei dialogare con loro a lungo. Avere tre nazionali
impegnati nelle amichevoli è un onore più che un fastidio. E' la riprova che
abbiamo fatto buoni acquisti, che stiamo lavorando bene e poi queste esperienze
servono tantissimo per la crescita personale dei giocatori. La gara di domenica
sarà spettacolare, dai toni molto accesi. A Palermo il Napoli meritava molto di più. A mio avviso il
Napoli fece una delle più belle prestazioni esterne. Zamparini sta caricando i
suoi, e sta agendo in modo da non appiattire il campionato del Palermo. Ci
avviciniamo con piacere a questa gara importante, non a caso è il posticipo!
Quota salvezza? di matematico non c'è ancora nulla! se si raggiungono 41-42
punti non si dovrebbero correre rischi. Noi non siamo terrorizzati, ma bisogna
perseguire ogni obiettivi piano piano, senza pensare al dopo. L'Intertoto non è
la Champions
League e credo che disputarlo potrebbe avere ripercussioni per
la stagione prossima. Noi adesso dobbiamo solo ragionare per acquisire i 42
punti, poi per una classifica più importante ovvero per i 48 punti, quota a mio
avviso più che giusta, se pensiamo che nel girone di andata abbiamo fatto 24
punti. Quando abbiamo iniziato questo progetto, la nostra prospettiva era di
portare la squadra in cinque anni in Uefa, cioè l'anno prossimo. Ma i giocatori
che abbiamo già devono crescere e ne dovranno arrivare anche altri. Con Hamsik non abbiamo problemi. E' bravissimo e qui sta bene,
quindi a breve rinnoveremo il contratto. In questi giorni la stampa spagnola ha
parlato di un possibile interessamento del Napoli per Saviola. Saviola è un
ottimo giocatore e siamo contenti che il suo nome sia stato accostato al nostro
ma non è alla nostra portata dal punto di vista economico. E' un'ipotesi da
fantacalcio! Per Blasi e Zalayeta, a fine campionato ci siederemo a tavolino con
la Juventus e
decideremo il da farsi. E' inutile parlare della nostra posizione, poichè in
caso di comproprietà non si può ragionare unilateralmente. La situazione
Zalayeta è imbarazzante, poichè a causa dell'infortunio del giocatore, si
stravolgono tutti i ragionamenti fatti precedentemente. Noi non abbandoneremo
mai la strada di comprare giovani, e se guardiamo il nostro campionato, anche le
grandi squadre stanno adottando questa politica puntando sui diciottenni e
diciannovenni. Per il futuro, il nostro potenziale più grande è nella crescita e
nei progressi dei giocatori che già abbiamo. Pazienza deve ancora dimostrare
quanto vale. Per ora è stato poco utilizzato, si è infortunato a Livorno, ma su
di lui non ho nessuna preoccupazione, anzi credo che possa far parte del futuro
del Napoli. Pazienza fa un lavoro oscuro ma prezioso, non fa giocate
spettacolari, ma nell'economia della squadra è davvero importante. E' un
tattico, ha un gran senso della posizione e sa recuperare e giocare palla molto
bene. Non credo che siano state opportune le dichiarazioni di Urbani
(procuratore di Iezzo), è stato "Inurbano". Iezzo è per noi importante e spero
che resti anche dopo gli anni di contratto. Per il futuro abbiamo bisogno di tre
portieri e noi ce li abbiamo. Navarro per ora è solo un progetto e speriamo che
possa divenire un portiere da 10-15 milioni d'euro. Reja può essere il presente
ed il futuro. A fine stagione valuteremo, la decisione deve essere di tutte le
parti, non solo la nostra di dirigenza! Reja è ormai di famiglia, è amico e
collaboratore del Napoli, e spero rimanga sempre con noi. Huntelaar è difficile
da portare a Napoli. Volevo portarlo due ann fa, ma eravamo in C. Ormai questi
giocatori si muovono solo per giocare subito in Champons. Conosco bene anche
Diego Buonanotte, ma non posso ragionare da tifoso. Non c'è nessun acquisto di
cui sono particolarmente orgoglioso, non mi accontento mai e sono sicuro che
giocatori , come Lavezzi e Hamsik, hanno margini di miglioramento ancora alti.
Sarò pienamente fiero di loro fra qualche anno! Ringrazi tutti i tifosi che ci
sostengono e ci dimostrano sempre affetto. Di loro parlo spesso con il
presidente!".