4 aprile 2008

Napoli, il futuro si chiama Del Neri?

Marino smentisce l’incontro col tecnico dell’Atalanta, ma il suo nome resta in pole per un eventuale dopo Reja, che intanto prepara la sfida di domenica al Catania.

La bomba è stata innescata, anche se gli sviluppi appaiono ancora da decifrare: il Napoli sta pensando a Gigi Del Neri come prossimo tecnico per il dopo Reja. I ben informati sostengono che l’ex trainer del Chievo dei miracoli, che oggi ha portato l’Atalanta ad un sorprendente 6° posto, si sia incontrato lunedì scorso con Pier Paolo Marino in quel di Mestre. Circostanza negata dallo stesso direttore generale del Napoli, che ha specificato di essere stato a Praga per vedere una partita quel giorno.
Il nome di Del Neri però torna di interesse, a ben guardare alcuni indizi: il tecnico di Aquileia, friulano come Reja, non ha ancora firmato il rinnovo del contratto con l’Atalanta; la distanza tra le parti è rappresentata economicamente da 250.000 euro, ma potrebbe essere anche di ambizioni. Non è escluso che Del Neri, dopo le esperienze fallite con Porto, Roma e Palermo, voglia provare ancora l’avventura in una grande piazza: il Napoli, d’altra parte, si sta guardando intorno, anche perché il divorzo con Reja potrebbe avvenire in maniera consensuale. Inoltre l’interesse verso l’artefice del miracolo Chievo combacia con quello per Langella, esterno sinistro d’attacco, fortemente voluto a Bergamo dallo stesso Del Neri ed anch’egli in scadenza di contratto.
La società, che comunque starebbe vagliando anche l’ipotesi di un ulteriore anno con l’uomo della doppia promozione alla guida, ha chiesto all’allenatore di prendere una decisione a breve sul futuro; Reja sembra voler temporeggiare, stanco forse delle tensioni di una piazza calda come Napoli. Insomma sembra un duello tra friulani per la panchina azzurra edizione 2008/2009: quello in carica, però, è più concentrato su questo finale di stagione, che sull’inizio della prossima.
La squadra si sta preparando alla delicata trasferta di Catania, nella quale dovrà rinunciare a Blasi; torneranno però Santacroce, Gargano e Mannini, con Pazienza ancora in dubbio per un fastidio muscolare. Al “Massimino” il Napoli ritroverà Walter Zenga, “nemico” di tante sfide con l’Inter ai tempi di Maradona, ma all’esordio sulla panchina etnea: sempre in tema di portieri presto potrebbe arrivare il momento di Nicolas Navarro. Ieri l’ex estremo difensore dell’Argentinos Jrs è stato provato nella squadra titolare; se non in Sicilia, potrebbe esordire contro l’Atalanta la settimana successiva.Prima c’è il Catania, in piena bagarre salvezza: c’è da scommettere però, che i tifosi azzurri, oltre che per i propri beniamini avranno occhi per un oggetto del desiderio di tanti club. Si tratta di Vargas, esterno sinistro cileno del Catania, accostato proprio in questi giorni, dallo stesso dg etneo Lo Monaco, al Napoli.

Fonte: Il Mediano

3 aprile 2008

De Laurentiis alla Federcalcio: pronto ad investire ancora tanto per comprare i campioni

Il presidente azzurro a colloquio con Abete: il club terrà i suoi giocatori più importanti, da Hamsyk a Lavezzi, e spenderà per portare a casa altri colpi. Obiettivo Champions League in tre anni. Domenica a Catania senza Blasi ma con Gargano e Mannini. Con la salvezza in tasca è svanito anche l´ultimo dubbio: De Laurentiis è pronto a investire più di quanto non abbia già fatto finora. E da subito. La conferma è arrivata ieri, un passaggio ha delineato chiaramente i nuovi scenari: il patron azzurro, accompagnato dal direttore generale Marino, ha incontrato a Roma il presidente della Federcalcio Abete. Meno di un´ora di colloquio, una chiacchierata cordiale durante la quale il Napoli è stato l´argomento principale, ma non solo per quel che riguarda l´aspetto tecnico. Abete ha fatto i complimenti a De Laurentiis per il cammino della squadra in questo campionato, poi si è passati alle questioni che premevano di più al produttore cinematografico: affiancato dal suo staff di commercialisti e alla presenza di rappresentanti della Covisoc, De Laurentiis si è informato su alcuni dettagli di carattere fiscale riguardanti la gestione del club e la possibilità di trasferire costi alla Filmauro, la casa di produzione cinematografica di De Laurentiis. Operazioni per le quali era indispensabile il benestare della Figc e che, fondamentalmente, avranno un unico scopo finale: consentire una maggiore disponibilità economica al Napoli in vista della prossima campagna acquisti. Alla fine, De Laurentiis è apparso decisamente soddisfatto per le risposte ottenute da Abete e dai suoi collaboratori. E devono avergli fatto piacere anche le parole del presidente del Milan: «Credo che la strada intrapresa da De Laurentiis nel calcio sia quella giusta, lui è un bravissimo imprenditore nel cinema e sta dimostrando di capirci anche di calcio», ha detto Berlusconi a radio Kiss Kiss. «Il Napoli aveva bisogno di un grande presidente, credo che De Laurentiis possa diventare un presidente vincente e il mio augurio è di trovare presto il Napoli in Europa, magari insieme al Milan in Champions League». Prima, però, c´è da portare a termine questo campionato: il Napoli si prepara alla trasferta di Catania, Reja dovrà fare a meno dello squalificato Blasi, che ormai a ogni ammonizione ricevuta subirà automaticamente una giornata di stop. Rientra però Gargano, che sarà affiancato a centrocampo da Hamsyk e Pazienza (che ieri ha svolto lavoro differenziato). Torna titolare dopo la squalifica anche Mannini, Santacroce si riprende il posto in difesa accanto a Cannavaro e Domizzi: per quest´ultimo ancora voci di mercato, il suo procuratore ieri ha ammesso: «Piace a Inter e Fiorentina».

Fonte: Repubblica

2 aprile 2008

Napoli, torna di moda Gilberto Silva mentre si sognano Amauri e Luis Fabiano

Quattro acquisti. È l’obiettivo del Napoli per la prossima stagione. Dopo aver gettato solide basi con l’inserimento nell’organico promosso in serie A di giovani promettenti quali Lavezzi (23 anni), Santacroce (22), Mannini (25), Hamsik (21), Gargano (24) e Navarro (23), la società punterà ad effettuare pochi, ma importanti acquisti. De Laurentiis ha ribadito che Marino avrà ampio mandato per migliorare il Napoli. Il dg opererà secondo il suo credo: no alle spese folli, sì ad operazioni che portino il Napoli nel giro di qualche anno ad essere uno dei club più competitivi d’Europa. Quattro acquisti: uno per reparto più un elemento duttile. Ovviamente, prima di diventare operativi sul mercato si attende che la squadra abbia raggiunto l’aritmetica salvezza e che inizi a delinearsi la questione-allenatore. Reja si è dichiarato «affascinato di guidare un Napoli più forte», ma ha anche detto «mi ritengo libero, disponibile a trattare con altre società». De Laurentiis è stato chiaro: «Grande affetto e stima per Reja, ma ci faccia sapere cosa intende fare per il prossimo campionato». Marino, intanto, non è assolutamente fermo. Appena può, va in giro a visionare questo o quel calciatore ed incarica i suoi osservatori di seguire gli elementi che lui ritiene facciano al caso del Napoli. Per centrare quattro acquisti di prestigio, nel mirino del dg ci sono vari elementi anche con diverse caratteristiche. Marino non bada solo agli aspetti tecnici, ma anche a quelli legati all’uomo: alle sue abitudini, alla sua possibilità di adattamento in una città quale Napoli. Tra gli obiettivi c’è Gilberto Silva, il centrocampista dell’Arsenal nato a Lagoa da Prata, in Brasile il 7 ottobre 1976. Con la sua Nazionale ha trionfato ai mondiali di Corea e Giappone del 2002. In Inghilterra ha vinto la Premier League nel 2004 e la FA Cup per due volte. Staziona davanti alla difesa e sa dettare ritmo e gioco. L’Arsenal, che stasera affronterà il Liverpool in Champions, lo ingaggiò per 4,5 milioni di sterline nel 2002. C’è chi giura che Gilberto Silva, che ama suonare una piccola chitarra, è sul mercato. Il Napoli è pronto a partire per una missione intrigante. Nel mirino del club partenopeo ci sono anche Giampiero Pinzi (1981) dell’Udinese e Emil Hallfredsson (1984) rispettivamente centrocampisti dell’Udinese e della Reggina. Uno dei due potrebbe tornare comodo se il Napoli non dovesse trovare l’accordo con la Juve per Blasi. Va detto, però, che Marino farà di tutto per acquistare anche il restante cinquanta per cento del suo cartellino. Difesa. A salvezza raggiunta, ci sarà l’esordio di Navarro. Marino crede molto in lui, ma tiene d’occhio il portiere del Rimini, Andrea Consigli (1987). Per la fascia sinistra, tre opzioni: Vargas del Catania, Balzaretti del Palermo ed Emanuelson dell’Ajax. Infine, l’attacco. Marino ha chiesto al procuratore di Amauri se la trattativa Palermo-Juventus è già stata definita. Sembra di no. Non è da escludere un inserimento del Napoli nella trattativa. In alternativa, viene seguito con interesse Luis Fabiano, bomber del Siviglia: 7 i suoi gol nella Champions League. Infine, va segnalato un ritorno di fiamma per Mauro Esposito della Roma

Fonte: Il Mattino

1 aprile 2008

Ciao Pampa, resterai per sempre nei cuori dei tifosi azzurri

L’annuncio di Pierpaolo Marino è di quelli da lasciare senza fiato, “Il Pampa va via a fine stagione…” in un soffio e con la voce che trema, si perché Roberto Carlos Sosa è il pilastro della rinascita del Napoli. Il primo che insieme a Montervino si è allenato nel ritiro di Paestum quando ancora non c’erano i palloni e le casacchine azzurre. Il primo che ha detto si al progetto De Laurentis e ci ha creduto fino in fondo.
Siamo sicuri che ogni tifoso azzurro sarà commosso dalle parole di Sosa, che considera la sua una scelta di vita. Lui argentino di Santa Rosa ha deciso di tornare nella sua terra, lì dove ha dato i primi calci ad un pallone. E come mettere in discussione la scelta di un uomo, prima che un giocatore, che ha dato tutto e anche di più per la maglia azzurra.
Come dimenticare le tante “capocciate” date a quel pallone che hanno fatto impazzire di gioia i tifosi napoletani e che hanno portato i partenopei di nuovo in serie A. Il Pampa non è stato solo un grande in campo ma anche nello spogliatoio, contribuendo assieme al gruppo storico, a mantenere gli equilibri giusti, ha accudito Lavezzi come fosse un fratello quando è giunto in Italia ed è anche grazie a Sosa se il pocho si è subito ambientato nella realtà napoletana.
Potremmo stare a scrivere ancora tante parole, perché di bandiere come Roberto Carlos Sosa se ne trovano ben poche in giro, per questo preferiamo salutarlo, ma non con un addio, ma con un arrivederci perché il segno del Pampa resterà per sempre indelebile nel cuore di tutti quelli che amano il Napoli. Ciao Roberto la storia ti appartiene.

Fonte: Calcionapoli1926

1 aprile 2008

Hamsik: “Io e il Napoli all’assalto dell’Europa. Voglio restare a lungo”

Ventuno anni fra quattro mesi, a luglio. Marek Hamsik è il più giovane del gruppo azzurro, ma è anche il più determinato. Non gli basta essere un calciatore di serie A: vuole diventare un campione vero e siccome è un tipo determinato, ci riuscirà. Domenica notte ha segnato il gol della vittoria sul Palermo, quello che ha regalato la definitiva tranquillità al Napoli. Dopo quella rete cosa ha fatto? «Sono tornato a casa. Ho dormito fino alle dieci del mattino, poi ho aspettato un paio di amici e siamo andati a pranzo fuori». Tutto qui? Non sembra una giornata da campione… «Io sono uno tranquillo. Non faccio tardi la notte e non mi piace andare in giro per locali. Ogni tanto al ristorante, ma senza mai eccedere». Quando ha chiamato casa, come ha raccontato la sua notte magica? «Erano tutti felici, soprattutto la mia ragazza, Martina. Passiamo ore a parlarci. Usiamo internet e parliamo grazie a Skype, un programma collegato a una webcam, così possiamo anche guardarci negli occhi». Già pensate al matrimonio? «È troppo presto, io ho vent’anni, Martina va ancora a scuola. Però a giugno concluderà gli studi, e dal prossimo settembre verrà a vivere qui con me». Progettate un futuro qui a Napoli? «Perché, qualcuno pensa che io voglia andare via?». I tifosi si augurano che Hamsik resti qui per sempre… «Anche io ho voglia di continuare la mia avventura in maglia azzurra il più a lungo possibile. Credo che questa sarà la settimana in cui ridiscuteremo il contratto con la società. Sono felice, significa che resterò tanti anni in azzurro». Lei, però, disse che avrebbe voluto giocare in Champions… «Dissi che l’avrei voluta giocare con il Napoli. Confermo. Io sono certo che entro due anni saremo in Europa, poi arriverà prestissimo anche la manifestazione più importante». Eppure Hamsik è un pezzo pregiato del mercato. Sugli spalti ci sono spesso osservatori a seguirla. «Io certe cose le scopro dai giornali. Leggo il nome del Chelsea, della Juventus, ma a me interessa solo l’azzurro. E poi sapere che ci sono gli osservatori mi mette a disagio, è come sentirsi sotto esame». De Laurentiis dice di essere geloso, dice che non la cederà mai. «Il presidente è una gran persona. Prima della partita contro la Juventus mi mandò un sms: ho fiducia in te, so che sei bravissimo. Ne fui entusiasta, lo conservo ancora». E il rapporto con Marino? «Meraviglioso. È una persona che conosce il calcio, ha sempre suggerimenti e consigli giusti, una guida. Anche con l’allenatore Reja c’è un bellissimo rapporto: il mister non è solo un ottimo allenatore, ma anche una persona perbene, dote impareggiabile». A vent’anni è già un campione, ma Hamsik come si immagina da grande? «Voglio migliorare sempre, crescere. So di avere tanto da imparare. So pure che non si smette mai di ricevere lezioni. Continuo a considerare Nedved il mio punto di riferimento: avete visto che ad ogni stagione mostra un segnale di crescita in più? Lui non invecchia, diventa semplicemente più bravo…». Nel Napoli chi l’ha aiutata a crescere? «Da ogni compagno imparo qualcosa. Sul piano umano la persona che mi è stata più vicina, fin dall’inizio, è Garics». Sa che Hamsik e Lavezzi sono il simbolo di questo Napoli giovane e vincente? «No, non è così. Lavezzi è il simbolo del Napoli, io no». Ci creda, per i tifosi siete voi due gli idoli. «Beh, allora dico che uno o due giocatori non fanno una squadra e non vincono nulla da soli. Il Napoli è un gruppo, e non sono parole di convenienza. Io ci credo per davvero». Che rapporto ha con il Pocho? «Lo ammiro. E poi sa regalare assist incredibili, come ha fatto l’altra sera». Ma se non ci fosse stata la testa di Hamsik col ciuffo… «Sono davvero felice. Sette gol senza rigori né calci piazzati. Vado fiero di me stesso». Che rapporto ha con la città? «Vivo a Villaggio Coppola, solo ogni tanto vado a Napoli, ed è bellissimo». Le piace Napoli? «Mi piace tantissimo, però amo soprattutto la gente. I tifosi sono travolgenti, entusiasmanti, regalano sensazioni uniche». Non si sente oppresso dal calore dei tifosi? «Mai, mi piace e mi sento quasi in difficoltà perché non so come ricambiare tanto affetto. Certe volte restano ore e ore fuori del campo di allenamento, solo per avere un autografo. Nel mondo non c’è un posto uguale». Per questo giura amore eterno al Napoli? «Anche per questo. Napoli è il posto giusto per un calciatore che vuole diventare grande. Il mio progetto e quello del Napoli coincidono perfettamente: daremo, insieme, l’assalto all’Europa…».

Fonte: Il Mattino

31 marzo 2008

De Laurentiis parla del suo Napoli e del suo progetto

delaurentiis.jpgIl presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, confida le sue ambizioni ed i suoi progetti nel corso della trasmissione ‘La Politica nel Pallone‘ su Gr Parlamento. Di seguito i punti salienti del suo intervento.

 "Quando si vedra’ un Napoli in lotta per lo scudetto? Se il calcio rimane provinciale come in questo momento, allora bisogna fare i passi con grande cautela e grande calma e ci vogliono dai tre ai sette anni di cui parlava Prandelli per la Fiorentina. Se si fa, magari dal 2011, un campionato europeo di Serie A, con un fatturato superiore, allora le cose cambierebbero e farei una squadra in grado di vincere subito". Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, lega i suoi progetti e quelli del club al futuro del calcio stesso ma le ambizioni partenopee sono grandi. "Se avessimo avuto la rosa a disposizione, senza tutte queste mancanze, tutte queste squalifiche - prosegue ai microfoni de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento - con un po’ piu’ di attenzione e di fortuna avremmo potuto vincere cinque partite che invece abbiamo perso e con 15 punti in piu’ saremmo al quarto posto. Ma meglio la politica dei piccoli passi, andiamo avanti con umilta’ e facciamo crescere questi ragazzi. Sappiamo che c’e’ ancora tanto da lavorare. Abbiamo rilevato un titolo dal fallimento, siamo partiti da zero e non dimentichero’ mai il giorno in cui mi venne assegnato il Napoli perche’ mi era stato assegnato il nulla. Pierpaolo Marino - ricorda il presidente partenopeo - ando’ a comprare da un tabaccaio delle magliette azzurre per poter disputare il primo allenamento. Quando sono entrato nel mondo del calcio non sapevo nulla ed e’ stato un bene, perche’ ho avuto la ‘fortuna’ di trovare il Napoli in C e di fare la gavetta, ricominciando come uno studente e gestendo una nuova attivita’ che mi affascinava". 
De Laurentiis, che a Napoli sarebbe potuto arrivare prima ("nel ‘99 sono arrivato in citta’ con un assegno per Ferlaino e invece lui mi fece causa perche’ stavo distraendo la campagna acquisti"), sogna in grande per i suoi ("la Coppa Uefa non mi interessa, la Champions League si’") e per questo si tiene stretti i suoi gioielli, da Lavezzi ("su di lui ho molto creduto e molto puntato") ad Hamsik. "Non e’ che faccio una questione di valorizzazione o di investimenti - spiega - uno lavora per un’idea, per uno scopo e la cosa piu’ complicata nel calcio e’ che e’ un film settimanale di cui non si conosce la sceneggiatura. Si possono fare delle previsioni ma la palla e’ rotonda e si puo’ avere un risultato anziche’ un altro. Io, comunque, sono molto geloso, morbosamente geloso, nel cinema faccio delle esclusive. E siccome i progetti sono in funzione di una crescita di un collettivo, non si puo’ tagliare in una pianta un ramo prezioso. I giocatori del Napoli non si toccano". De Laurentiis non e’ uno che bada a spese se c’e’ da rafforzare la squadra e a chi gli chiede se sarebbe disposto a comprare oggi un Maradona dice: "di Maradona ce n’e’ stato solo uno ma se ce ne fosse uno in giro da 25 milioni di euro, lo prendere domani". Quello vero, quello che ha fatto sognare i tifosi napoletani, e’ invece destinato a rimanere nella memoria perche’ De Laurentiis non prevede per lui un ruolo nel club di oggi. "E’ un grande del passato e del presente, non voglio umiliarlo facendolo diventare il giullare portafortuna - spiega - Maradona e’ genio e sregolatezza, non si puo’ pretendere che diventi un manager disciplinatissimo. L’ho avuto come attore e mi ha fatto impazzire, nella logica d’impresa sono altri i fattori con cui sono abituato a convivere. Maradona e’ unico, lasciamolo nella sua unicita’". Per quanto riguarda il mercato, il presidente partenopeo lascia tutto nelle mani di Marino ("e’ fedelissimo, non mi dice nulla e questo mi diverte, quando ho una pausa nel mio lavoro non faccio altro che provocarlo") ma esclude la possibilita’ di vedere Adriano con Lavezzi ("si deve considerare che ci deve essere armonia e tutela della semplicita’, ci sono grandi valori, devono venir fuori a poco a poco i valori atletici e morali, la salvaguardia del gruppo dello spogliatoio, senza che ci siano supereroi ed eroi di secondo grado e’ fondamentale") mentre su Cassano dice: "deve avere un grosso patrimonio istintivo sul quale ha poggiato le sue fortune calcistiche ma anche un peso psicologico che si porta dietro, forse dall’infanzia, che non gli permette di coordinarsi". "Cassano e’ un grande campione ma che si comporta spesso con due personalita’ - dice ancora De Laurentiis - e una di queste lo blocca e gli combina grossi problemi perche’ in questo calcio ci sono regole che vanno rispettate". Il presidente partenopeo, che vorrebbe giocare sempre di sera non solo per le sette vittorie in altrettante partite ("il vero spettacolo comincia la sera, al cinema e’ bello andare alle 20.30, alle 22.30"), parla anche del futuro del suo allenatore. "Reja ha voluto sempre fare un accordo annuale, ma sono cose che cura Marino - sottolinea - Se di anno in anno hanno trovato una logica contrattuale, io non ci metto bocca. Siamo tra gentiluomini, Reja lo considero uno di famiglia, lo stimo, gli voglio bene, se uno si sente di andare avanti, di raggiungere certi obiettivi e affrontare la crescita del gruppo in una certa direzione, allora si continua il rapporto". Una battuta infine sulla morte del tifoso del Parma che ha portato ieri al rinvio della gara tra emiliani e Juventus: "e’ ovvio che e’ successa ieri una disgrazia di dimensioni gigantesche e di fronte a queste tragedie - e’ il pensiero di De Laurentiis - bisogna solo meditare, auspicare che non accadano piu’ e che ci sia una prevenzione sul piano dell’educazione". 

Fonte: Napolisoccer

31 marzo 2008

Terremoto Hamsik, il gol dello slovacco fa esplodere il San Paolo

Alzi la mano chi tra gli oltre 50.000 che ieri sera si trovavano allo stadio “San Paolo” non sentiva nell’aria il gol del Napoli a tempo scaduto. Sarà stata probabilmente l’abitudine del Napoli in questa stagione a segnare nel finale delle partite casalinghe(vedi partite contro Livorno, Reggina, Torino e Lazio) oppure sarà stata l’atmosfera delle partite in notturna che non poteva interrompere la serie delle sei vittorie su sei. Fatto sta che il gol di Hamsik in pieno recupero è stato una sorpresa sì ma fino ad un certo punto per i tifosi azzurri.
La serata era iniziata con il solito entusiasmo che solo una piazza come quella di Napoli può regalare per una partita non certo di cartello come quella contro il Palermo che era soltanto lontano parente della bella squadra ammirata nella scorsa stagione. C’era grande attesa sugli spalti nel rivedere quell’Amauri che aveva iniziato la sua esperienza italiana proprio a Napoli e che nel giro di pochi anni è diventato uno degli attaccanti più forti in circolazione ed anche ieri sera al “San Paolo” lo ha dimostrato impegnando da solo i cinque difensori schierati da Reja.
Lo spettacolo sugli spalti è stato di gran lunga superiore a quello offerto dalle squadre in campo ed il settore che più si è messo in luce è stato ancora una volta quello dei Distinti che al momento dell’ingresso in campo dei ventidue ha illuminato la serata con stelle di Natale, che venivano esibite anche da un centinaio di tifosi del Palermo nel settore opposto, e palloncini bianchi ed azzurri. Le due Curve invece prendevano a cuore la sorte del tifoso del Parma deceduto nel pomeriggio per motivi ancora poco chiari e tutto lo stadio mandava un messaggio di conforto alla famiglia del ragazzo applaudendo ininterrottamente durante il minuto di silenzio.
Dopo un primo tempo veramente deludente il pubblico di casa fischiava sonoramente i ragazzi di Reja che, contro un Palermo falcidiato dalle assenze, non stavano per nulla onorando la maglia. Al rientro in campo però arrivavano applausi d’incoraggiamento per tutti e la squadra sembrava improvvisamente iniziare a cambiare marcia, soprattutto dopo le sostituzioni di Grava e Savini chiamate dal pubblico a gran voce. All’uscita dal campo di Calaiò per Sosa il pubblico decideva di applaudire comunque l’arciere azzurro nonostante la prova piuttosto incolore a testimonianza della grande riconoscenza dei tifosi verso chi con i suoi gol ha riportato il Napoli in serie A.
A circa dieci minuti dalla fine partiva un improvviso lancio di fumogeni dalla Curva B che potrebbe portare martedì alla squalifica del campo per la prossima sfida casalinga contro l’Atalanta. Il motivo del lancio? Una protesta contro l’arresto di alcuni tifosi azzurri rei domenica scorsa a Reggio Calabria di aver festeggiato con un lancio di fumogeni il gol di Sosa.
E quando ormai ci si avvicinava sempre più inesorabilmente alla zona Napoli ecco che il tifo dagli spalti aumentava per sospingere gli azzurri all’assalto finale. Il gol di Hamsik, l’esplosione di gioia collettiva e la comprensibile disperazione dei supporter rosanero a seguito concludevano una serata iniziata sì in sordina ma terminata con l’immancabile inno alla gioia partenopea “O’ surdato ‘nnamurato”.

Fonte: Napoli2000

30 marzo 2008

Napoli-Palermo, le interviste'

Reja: “Avevo detto ad Hamsik, un secondo prima del gol, di cercare gli inserimenti centrali e di lasciare Bogliacino sulla sinistra e dopo un attimo è arrivato il gol. A volte il calcio è strano. Abbiamo avuto dei problemi nel primo tempo, soprattutto con Simplicio, ma come a Palermo non meritavamo la sconfitta, ora abbiamo vinto al 91’. Gargano? Sicuramente ci è mancato, è un giocatore importante per noi. Calaiò? Ha fatto una buona partita, per impegno e movimenti, ma è stato penalizzato dal nostro gioco nel primo tempo. Sosa? Negli stacchi di testa è straordinario, ha qualcosa in più degli altri. Abbiamo sofferto, nel primo tempo, in mezzo al campo, così ho cambiato modulo. Ora guardiamo alla partita di Catania, all’anno prossimo ci penseremo a tempo dovuto. Il Napoli deve migliorare a centrocampo? Noi abbiamo già preso Mannini che ci regala gli spunti giusti sulle fasce, ma si deve ancora inserire bene. Con Marino e De Laurentiis parliamo tranquillamente, non ci sono problemi, io non vado in cerca di contratti. Se sto bene in un posto e c’è l’accordo continuo, altrimenti me ne vado. Lavorare a Napoli non è facile, perché ci sono continue pressioni e critiche, ma questa città premia la serietà”

De Laurentiis: "Per la salvezza ci mancano ancora due punti, comunqe abbiamo già fatto un punto in più rispetto al girone d’andata e abbiamo sempre vinto di sera. C’è un pò dispiacere perchè abbiamo perso delle partite che non avremmo dovuto perdere e allora mi domando dove saremmo potuti essere. Ho sempre detto che questo è un Napoli in progress e bisogna mettere anche in conto che qualche partita per inesperienza la si può perdere. Questo è un Napoli che gira a tutto tondo, perchè mancavano 6 elementi importanti ma anche quando manca qualcuno viene subito sostituito e il Napoli continua a fare bene. Noi facciamo passo dopo passo, come ha detto Reja. Pensiamo alla partita della prossima settimana, andiamo a Catania che è una trasferta complicata. Loro stanno in una zona di classifica difficile e devono fare la partita della vita. A noi torneranno giocatori importanti. Quando finirà il campionato Reja, il sottoscritto e Marino si siederanno attorno a un tavolo e cercheranno di modellare il futuro più giusto per la propria professione e per il Napoli".

Hamsik: "Siamo tutti molto felici per questa vittoria che credo sia meritata. Non siamo stati impeccabili, il Palermo ha giocato una grande partita ma alla fine ci abbiamo creduto e abbiamo portato a casa tre punti importanti. Sono felice per il gol, molto bello l'assist di Lavezzi poi il difensore mi ha spinto ma questo mi ha favorito nel colpire poi il pallone di testa. A Napoli mi trovo benissimo, la città è fantastica così come i tifosi. La Juventus? Non so nulla e non mi interessa".

Fonte: Napolipress - Tuttonapoli - Napolisoccer

30 marzo 2008

Napoli-Palermo 1-0: Hamsik regala la vittoria agli azzurri al 92'

Un Napoli non brillante, riesce a conquistare lottando con le unghie e con i denti 3 importantissimi punti, riuscendo a toccare così quella "quota 40", tanto auspicata da De Laurentiis e Marino. Palermo che fa la partita per gran parte del tempo, salvo avere un giustificabile calo fisico finale, punito dalla capoccia dai capelli a spazzola di Marek Hamsik, lesto ad avventarsi sul quel pallone vagante, spedendolo all'incrocio dei pali. Per il resto, due legni, equamente divisi tra le due compagini: il primo lo colpisce Balzaretti nel primo tempo con un gran sinistro da fuori, il secondo lo centra Sosa, all'ultimo minuto con un tiro altrettanto spettacolare. Lavezzi sciupa una grande occasione sullo 0-0 ad inizio ripresa, ma poco conta. Questo è il Napoli di notte, splendido a tratti, spietato sempre.

Il tabellino:

NAPOLI: Gianello, Contini, Cannavaro, Domizzi, Grava (15' st Garics), Pazienza, Blasi,  Hamsik, Savini (15' st Bogliacino), Calaiò (27' st Sosa), Lavezzi. A disp. Navarro, Rullo, Dalla Bona, Montervino. All. Reja

PALERMO: Fontana, Cassani, Barzagli, Zaccardo (11' pt Cossentino), Balzaretti, Guana, Migliaccio, Simplicio (25' st Bresciano), Jankovic, Caserta (44' st Tedesco), Amauri. A disp. Agliardi, Di Matteo, Romeo, Cani. All. Colantuono 

Arbitro: Banti di Livorno
Marcatore: 47' st Hamsik
Note: ammoniti Domizzi, Blasi. Recuperi 2+4

Fonte: Cuore Azzurro - Napoli2000

29 marzo 2008

E il Napoli bussa all'Uefa

Il Napoli prepara la documentazione per ottenere la licenza Uefa e, quindi, potere partecipare alle competizioni europee per club. Intertoto compreso. Non un idea, bensì azione: nei giorni scorsi, infatti, il d.g. Marino ha chiesto alla squadra di firmare le liberatorie relative al pagamento degli stipendi (al 31 Dicembre 2007), motivando l'urgenza della richiesta con l'obbligo di presentare le carte entro i termini previsti dall'Uefa. Il Napoli insomma ci crede. Temporeggia sornione, non si sbilancia sulla possibilità di prendere parte all'intertoto ma, a prescindere dal raggiungimento dell'obiettivo, intende comunque mettersi in regola. Decidere se iscriversi o no, dopo aver ottenuto la licenza, è sempre la migliore delle soluzioni. All'intertoto partecipa la squadra che si classifica dietro l'ultima qualificata alla coppa Uefa. La competizione però non è sempre accettata di buon occhio, anzi, spesso fioccano i rifiuti: la partita d'andata del primo turno infatti è mediamente programmata entro i primi 10 giorni di Luglio. Tuttavia i criteri per l'iscrizione sono economici e strutturali, per cui anche il S.Paolo dovrà ottenere la licenza: comune e Napoli hanno spedito il dossier e attendono il placet. La commissione di vigilanza si riunirà per concedere l'agibilità per tutto il 2009.

Fonte: Gazzetta dello Sport

26 marzo 2008

Le risposte di Pierpaolo Marino alle domande dei tifosi

Ai microfoni di Marte Sport Live è intervenuto Pierpaolo Marino che ha risposto alle tante domande dei tifosi, con esaustività e massima disponibilità. In sintesi, ecco le sue dichiarazioni: "Avrei potuto passare una Pasqua migliore se avessero soppresso il recupero a Reggio, ma va bene così! I tifosi sono tanto cari e vorrei dialogare con loro a lungo. Avere tre nazionali impegnati nelle amichevoli è un onore più che un fastidio. E' la riprova che abbiamo fatto buoni acquisti, che stiamo lavorando bene e poi queste esperienze servono tantissimo per la crescita personale dei giocatori. La gara di domenica sarà spettacolare, dai toni molto accesi. A Palermo il Napoli meritava molto di più. A mio avviso il Napoli fece una delle più belle prestazioni esterne. Zamparini sta caricando i suoi, e sta agendo in modo da non appiattire il campionato del Palermo. Ci avviciniamo con piacere a questa gara importante, non a caso è il posticipo! Quota salvezza? di matematico non c'è ancora nulla! se si raggiungono 41-42 punti non si dovrebbero correre rischi. Noi non siamo terrorizzati, ma bisogna perseguire ogni obiettivi piano piano, senza pensare al dopo. L'Intertoto non è la Champions League e credo che disputarlo potrebbe avere ripercussioni per la stagione prossima. Noi adesso dobbiamo solo ragionare per acquisire i 42 punti, poi per una classifica più importante ovvero per i 48 punti, quota a mio avviso più che giusta, se pensiamo che nel girone di andata abbiamo fatto 24 punti. Quando abbiamo iniziato questo progetto, la nostra prospettiva era di portare la squadra in cinque anni in Uefa, cioè l'anno prossimo. Ma i giocatori che abbiamo già devono crescere e ne dovranno arrivare anche altri. Con Hamsik non abbiamo problemi. E' bravissimo e qui sta bene, quindi a breve rinnoveremo il contratto. In questi giorni la stampa spagnola ha parlato di un possibile interessamento del Napoli per Saviola. Saviola è un ottimo giocatore e siamo contenti che il suo nome sia stato accostato al nostro ma non è alla nostra portata dal punto di vista economico. E' un'ipotesi da fantacalcio! Per Blasi e Zalayeta, a fine campionato ci siederemo a tavolino con la Juventus e decideremo il da farsi. E' inutile parlare della nostra posizione, poichè in caso di comproprietà non si può ragionare unilateralmente. La situazione Zalayeta è imbarazzante, poichè a causa dell'infortunio del giocatore, si stravolgono tutti i ragionamenti fatti precedentemente. Noi non abbandoneremo mai la strada di comprare giovani, e se guardiamo il nostro campionato, anche le grandi squadre stanno adottando questa politica puntando sui diciottenni e diciannovenni. Per il futuro, il nostro potenziale più grande è nella crescita e nei progressi dei giocatori che già abbiamo. Pazienza deve ancora dimostrare quanto vale. Per ora è stato poco utilizzato, si è infortunato a Livorno, ma su di lui non ho nessuna preoccupazione, anzi credo che possa far parte del futuro del Napoli. Pazienza fa un lavoro oscuro ma prezioso, non fa giocate spettacolari, ma nell'economia della squadra è davvero importante. E' un tattico, ha un gran senso della posizione e sa recuperare e giocare palla molto bene. Non credo che siano state opportune le dichiarazioni di Urbani (procuratore di Iezzo), è stato "Inurbano". Iezzo è per noi importante e spero che resti anche dopo gli anni di contratto. Per il futuro abbiamo bisogno di tre portieri e noi ce li abbiamo. Navarro per ora è solo un progetto e speriamo che possa divenire un portiere da 10-15 milioni d'euro. Reja può essere il presente ed il futuro. A fine stagione valuteremo, la decisione deve essere di tutte le parti, non solo la nostra di dirigenza! Reja è ormai di famiglia, è amico e collaboratore del Napoli, e spero rimanga sempre con noi. Huntelaar è difficile da portare a Napoli. Volevo portarlo due ann fa, ma eravamo in C. Ormai questi giocatori si muovono solo per giocare subito in Champons. Conosco bene anche Diego Buonanotte, ma non posso ragionare da tifoso. Non c'è nessun acquisto di cui sono particolarmente orgoglioso, non mi accontento mai e sono sicuro che giocatori , come Lavezzi e Hamsik, hanno margini di miglioramento ancora alti. Sarò pienamente fiero di loro fra qualche anno! Ringrazi tutti i tifosi che ci sostengono e ci dimostrano sempre affetto. Di loro parlo spesso con il presidente!".

Fonte: Tuttonapoli