Ancora una volta, la zona
Cesarini nega al Napoli la possibilità di portare a casa i tre punti. Così come
è successo già a Cagliari e a Torino contro la Juve, gli azzurri perdono punti preziosi per la
lotta ad un posto Uefa, confermando i limiti di concentrazione e di
inesperienza dimostrati per tutto il corso della stagione. Beh, per quest’anno
dovremo accontentarci (e comunque siamo già soddisfatti così!) di una salvezza
tranquilla, con la soddisfazione di aver ottenuto ottimi risultati e
prestazioni contro grandi squadre, ma resta il rammarico delle tante occasioni
perse contro squadre che dal punto di vista tecnico si sono rivelate oggettivamente
inferiori rispetto all’organico del Napoli. Napoli-Reggina è stato un match
avaro di emozioni, con gli amaranto in cerca di punti salvezza e scesi in campo
con la voglia di aggredire da subito gli azzurri. Ma i partenopei riuscivano a
controllare egregiamente le folate offensive dei reggini, riuscendo a
concretizzare al meglio l’unico tiro pericoloso in porta grazie ad una rete del
solito Sosa scaturita da un’invenzione del pocho Lavezzi che ancora una volta
ha dimostrato che nonostante unacondizione di forma non ottimale rimane sempre un punto di riferimento
importante per la squadra. Purtroppo nel recupero, quando ormai la vittoria
sembrava acquisita, gli azzurri subiscono il gol di Brienza che allontana il
Napoli dal sogno Uefa. Il Napoli sta rispettando al meglio gli obiettivi di
inizio stagione, mettendo in luce giovani talenti che sono appetiti dai grandi
club europei. Magari, con un anno di esperienza in più e l’acquisto di 3 o 4
calciatori, questa squadra l’anno prossimo potrà lottare per posizioni di
classifica che la nostra piazza merita. Forza Napoli.
Cuore Azzurro (Luigi Fioretto)
20 marzo
2008
"Il
punto di Cuore Azzurro" su Napoli-Fiorentina
Un grande Lavezzi trascina il
Napoli alla vittoria contro la
Fiorentina, a dir poco irriconoscibile viste le prestazioni
della squadra viola nelle ultime partite. Gli azzurri scendono in campo
determinati a riprendersi i tre punti conquistati immeritatamente dai viola
nella gara di andata. Importante è stato il ritorno di Blasi a centrocampo, il
quale ha dimostrato che in certe gare è praticamente insostituibile come ormai
è diventato impossibile rinunciare a Fabiano Santacroce, capace, dalla partita
di esordio contro l’Udinese in poi, di riuscire a fermare giocatori del calibro
di Di Natale, Ibrahimovic, Vucinic, Trezeguet e Mutu. Ottima prestazione,
ancora una volta, di Matteo Gianello il quale dopo anni di panchine sta
dimostrando di poter competere a grandi livelli fino a contendersi la
titolarità della maglia con (chissà che fine avrà fatto!!!) Gennaro Iezzo. E
cosa dire di Ezequiel Lavezzi, ormai leader incontrastato della squadra ed in
grado di infiammare una piazza come Napoli che non provava simili emozioni
ormai da anni. Il “pocho” deve ora dimostrare continuità nelle sue prestazioni,
molto altalenanti nell’ultimo periodo. E’ la stessa raccomandazione che Reja
dovrà fare a tutta la squadra dal momento che il Napoli affronterà nel finale
di stagione quasi tutte le cosiddette squadre “minori”, contro le quali gli
azzurri hanno spesso mostrato limiti di inesperienza e mancanza di
concentrazione. Forza Napoli.
Cuore Azzurro (Luigi Fioretto)
19 marzo
2008
"Il
punto di Cuore Azzurro" su Juventus-Napoli
Dopo la sconfitta amara subita in andata, la Juventus cerca il
riscatto davanti al suo pubblico contro un Napoli in emergenza a causa delle
assenze di Zalayeta, Blasi e Mannini. In attacco Eddy Reja propone l’inedita
coppia Lavezzi-Calaio, con quest’ultimo chiamato a dimostrare il buon periodo
di forma che sta attraversando. Gli azzurri partono bene, creando buone manovre
d’attacco e riuscendo a controllare le ripartenze dei bianconeri; ottima la
prestazione di Santacroce, ormai più una conferma che una stella emergente del
calcio italiano. Il Napoli riesce a creare addirittura una ghiotta palla-gol
che lo sciagurato Garics sciupa malamente provocando la reazione stizzita di
Lavezzi, solo davanti alla porta. Nel secondo tempo gli azzurri si chiudono in
difesa con la speranza di ottenere un punto utile per la classifica, ma
crollano nel finale a causa di un gol di Iaquinta scaturito da un dubbio fallo
su Lavezzi. Insomma, il Napoli ha dimostrato che meriterebbe forse una
classifica migliore viste le buone prestazioni che riesce ad offrire contro le
grandi squadre ma paga di inesperienza e a nostro giudizio risultano sbagliate
alcune scelte di Reja, incapace più di una volta di “leggere” l’andamento della
gara. Contro la Fiorentina
ritorneranno i titolari (a parte Zalayeta) e gli azzurri saranno richiamati ad
un duro banco di prova contro una delle squadre più in forma dell’ultimo
periodo e con un certo Adrian Mutu, mai così decisivo come in questa stagione.
Santacroce è avvertito!
Il Napoli era chiamato a riscattare la cocente eliminazione
dalla Coppa Italia ad opera della Lazio proprio contro la squadra biancoceleste.
Pronti e via, e il Napoli è subito in vantaggio dopo soli 5 minuti grazie al
gol di Marek Hamsik; si prospetta una partita in discesa per gli uomini di
Reja, che invece commettono l’errore di lasciare l’iniziativa del gioco ai
biancocelesti e pagano tale atteggiamento subendo due gol firmati da Ledesma
(gran tiro da fuori area) e Pandev, frutto di distrazioni ormai perpetue della
difesa azzurra. Il solito cuore azzurro regalerà all’ultimo minuto di recupero
un pareggio insperato grazie ad un gran destro da fuori area dello stesso
giocatore slovacco, ormai punto fermo della squadra. C’è da dire che le ultime
prestazioni hanno messo in risalto tutti i limiti del Napoli: una rosa
incompleta, inesperienza, assenza di un regista a centrocampo che garantisca
ordine in mezzo al campo (anche se Gargano era squalificato) e, soprattutto,
mancano corridori di fascia (uno a destra che si possa alternare con Garics
ed uno a sinistra con Rullo riserva) che garantiscano dei cross appetibili
per
sfruttare le caratteristiche aeree (fin qui poco utilizzate) dei vari Sosa e
Zalayeta. La panchina di Reja ormai non è più così stabile, anche in
conseguenza del forte diverbio tra il tecnico friulano e il presidente De
Laurentiis. Marino, da uomo esperto, è riuscito a riportare la tregua tra i due,
ma già si pensa ad un possibile sostituto del tecnico. D’altro canto, 24 punti
per una squadra neopromossa sono un bel bottino, il Napoli non rischia la
retrocessione e magari l’acquisto di qualche bravo esterno sarebbe
indispensabile per fare il salto di qualità. Il mercato invernale è aperto. Marino
è avvertito!
E’ un Napoli a due facce quello visto a San Siro, ormai
questa squadra è in grado di stupire tutti nel bene e nel male. Cinico e bello
da vedere nel primo tempo, assolutamente assente e sottomesso alle magie del
trio offensivo rossonero nel secondo. Non c’è da preoccuparsi però, la squadra
schierata in partenza ha dimostrato di poter lottare alla pari contro i
campioni del mondo: i vari Hamsik, Lavezzi, Bogliacino hanno messo spesso e
volentieri in affanno la retroguardia rossonera.Alla lunga, però, tra infortuni ed assenze
varie, il Napoli ha dimostrato tutti i suoi limiti nei confronti di un
avversario superiore dal punto di vista tecnico e, nonostante una prestazione
strepitosa di Iezzo (ritornato ai fasti di un tempo), gli uomini di
Reja non sono stati capaci di sopperire alle offensive dei fuoriclasse rossoneri.
Oltre al portierone azzurro, da sottolineare la prova di Cupi. Disastrosi
Domizzi e Gargano (nervoso e fuori forma), mentre Lavezzi
imprendibile nel primo tempo, si è poi smarrito nella ripresa e con lui tutta
la squadra. Per poter ambire a posizioni alte di classifica il Napoli ha
bisogno di rinforzi adeguati in modo tale da poter migliorare la competitività
della squadra . Ma visto che per il primo anno in A si punta ad una zona di
classifica compresa tra il 12° e il 10° posto, allora i tifosi azzurri possono
dormire sonni tranquilli. Forza Napoli.
Cuore Azzurro (Luigi Fioretto)
"Il
punto di Cuore Azzurro" sull'indimenticabile
2007
E’ difficile dire se il 2007 è un anno da ricordare o da
dimenticare, almeno in parte. Il presidente De Laurentiis ha sempre ritenuto la
serie B un inferno, una categoria da riservare solo per le piccole città e che
potrebbe essere utile, a suo modo di dire , a sfornare giovani talenti da
portare in serie A. C’è di fatto che un campionato di serie B così competitivo
non era mai esistito in 100 e passa anni di storia del calcio: squadre
blasonate come Juventus, Genoa e Napoli che, per il solito pasticcio all’italiana,
per motivi diversi, si trovavano a contendere gli unici 3 posti utili per la
promozione in serie A contro avversari di modesto livello e con stadi gremiti
in ogni ordine di posto, mentre la serie A registrava il picco negativo di
seguito degli ultimi 30 anni. E pensare che la Juve annoverava tra le sue fila campioni del
mondo e palloni d’oro vari. Nonostante tutto, il Napoli grazie alle mosse di
mercato (a volte eclatanti) del dg Marino, all’esperienza del tecnico Reja e ad
un gruppo ben amalgamato di giovani e “vecchietti” è riuscito a compiere
l’impresa che i tifosi speravano, ovvero ottenere la promozione diretta in A,
senza dover sostenere gli estenuanti play-off, nati per migliorare lo
spettacolo. Lo stesso spettacolo che nemmeno la Juve dei vari Del Piero, Nedved, Camoranesi e
compagnia cantando riuscivano a fornire, visto che gli avversari di turno
preferivano chiudersi in difesa sperando di ottenere quel punticino utile, per
poter aggiungere altre righe nelle striminzite pagine della loro storia. C’è da
dire che non è facile ricordare una partita dominata dal Napoli lo scorso anno
e che gli azzurri hanno spesso sofferto contro squadre dal valore tecnico molto
inferiore. Per tale motivo Reja è sempre stato sotto accusa: giornalisti
e non, intenditori e non, lo mettevano sistematicamente sulla graticola
invocando il suo esonero, mentre il tecnico goriziano schivava i diversi
attacchi che provenivano a destra e a manca, seguendo le sue idee e le sue
convinzioni maturate in 40 anni di attività che hanno portato ai risultati
sperati e alla giusta conferma per il campionato di A. Durante i festeggiamenti post-promozione De Laurentiis e
Marino dicevano: “In A saremo tra le prime dieci!”; molti pensavano che forse
l’euforia per la promozione li aveva spinti ad esagerare mentre si era concordi
con Reja, il qualeaffermavache da neopromossi bisognasse lottare per la
salvezza. In effetti, le promesse per una campagna acquisti scintillante fatte
dal presidente del Napoli inizialmente sembravano non venissero mantenute: dal Brescia arrivava Marek
Hamsik, un giovane talento che ha fatto tanto bene in B ma ritenuto “poco
maturo” per affrontare il campionato di serie A. E mentre si facevano i nomi
dei vari Cassano, Miccoli, Foggia e Recoba, il dg Marino ritornava in Italia con
un volo diretto da Buenos Aires con un contratto che permetteva al Napoli di
usufruire delle prestazioni di un certo Ezequiel Lavezzi, sconosciuto ai più,
ma in grado di portare alla vittoria del torneo di clausura una piccola squadra
qual è il San Lorenzo, in un campionato dove ormai la fanno da padrone le più
blasonate Boca Junior e River Plate. Un'altra operazione che il dg azzurro
portava a termine era il riscatto di Maurizio Domizzi dalla Sampdoria: troppo poco per una
piazza cosi esigente come quella di Napoli ed infatti alla presentazione dei
due nuovi acquisti stranieri, un gruppo di tifosi protestava fuori la sede di
Castelvolturno, invocando rinforzi adeguati per la serie A. Ma Marino è un uomo
esperto e non si fa condizionare dalla folla, cosi ,al pari passo con il suo
credo, ritornava in Sud America per convincere l’uruguaiano Walter Garganoad accettare la proposta di circa 200.000 €
annui: nascerà un tira e molla per un
giovane del quale in Europa non se n’era mai parlato, mentre qualcuno era
disposto anche a dargli un compenso maggiore del doppio di quello proposto dal
Napoli, dopo che si erano sparse le voci di un suo probabile arrivo nel
capoluogo campano. Marino punta i piedi e non accetta i ricatti dei suoi
procuratori: “o si adegua alle mie condizioni o può trovarsi un’altra squadra”. Alla fine sarà lo stesso giocatore a scegliere Napoli
come sua futura destinazione.Le ultime
manovre del mercato estivo riguardano due rinforzi provenienti in comproprietà dalla Juventus (si tratta di
Manuele Blasi e Marcelo Zalayeta, due “scarti” bianconeri che faranno la
fortuna del Napoli) e l'arrivo del difensore Matteo Contini dal Parma. Pronti e via, il Napoli stecca la prima contro il Cagliari
e Reja è di nuovo messo in discussione dai media cosi come il dg Marino è
accusato di non aver rinforzato la squadra a dovere e i nuovi arrivati non
convincono. Ma contro l’Udinese, squadra
allestita per un posto in Champions, la musica cambia, Reja effettua dei cambi
rispetto alla gara contro il Cagliari. La mossa più eclatante è l’esclusione diCalaio dall’undici titolare,
si proprio lui,
il grande bomber che a suon di reti ha contribuito alla conquista di due
promozioni consecutive, ed inserisce Zalayeta. Coppia d’attacco sudamericana
quindi per il Napoli, formata da “el pocho”Lavezzi e dall’uruguagio. Sono proprio questi due ad inaugurare la
goleada di Udine che si concluderà con un sonoro 5-0 per gli azzurri con le
reti di Zalayeta(2), Domizzi, Lavezzi e Sosa. Ma qual è il vero Napoli? Quello imballato e senza gioco
visto contro il Cagliari o la squadra scintillante di Udine? Ebbene, contro la Sampdoria, anch’essa con
obiettivi europei, arriva un’altra vittoria dopo una partita dominata dal primo
all’ultimo minuto. Le giornate seguenti dimostrano che il Napoli può essere
competitivo e forse può ambire a traguardi più importanti. La sconfitta in casa contro il Genoa, riporta tutti con i
piedi per terra e di nuovo si torna a parlare di salvezza anche perché il
Napoli dovrà affrontare in poche settimane un ciclo terribile contro squadre
del calibro di Inter, Roma, Juventus, Fiorentina e Palermo. Ma è contro queste
squadre che i “ragazzi terribili” di Reja dimostreranno tutto il loro valore:
sconfitta 2-1 contro i campioni d’Italia,
pareggio 4-4 a
Roma contro la squadra che a detta di tutti gioca il miglior calcio d’Italia, vittoria in casa contro i bianconeri e sconfitte
immeritate a Palermo e Firenze nelle quali forse nemmeno un pareggio sarebbe bastato
agli azzurri. Il Napoli, quindi è vivo e lo dimostra contro il Catania alla 13°
giornata di campionato: vittoria netta 2-0 contro i siciliani con una doppietta
strepitosa di Zalayeta. A Bergamo, invece, il Napoli più brutto della stagione
incappa in un passivo di 5 reti senza storie, sia dal punto di vista del gioco
che atletico, ma la squadra imparerà tanto da questa sconfitta. Gli azzurri si
riscattano in casa contro il Parma 1-0 (fantastica azione del trio sudamericano
Lavezzi-Bogliacino-Zalayeta) ed otterrà 2 punti in 2 gare contro Siena e Torino. A due giornate dal
termine del girone di andata, il Napoli è settimo in classifica, in piena lotta
Uefa. Il tutto è merito di un gruppo formato oltre che da buone individualità,
da ottimi uomini. Nel Napoli non spiccano i singoli ma è l’unione del gruppo
che fa forte questa squadra. Una nota di merito è per Ezequiel Lavezzi, ormai
nel mirino dei grandi club ed assiduo convocato nella Selecion Argentina, ma
una dedica speciale va ad Andrea Cupi, un ragazzo che dopo un anno passato più
nelle sale cliniche che sui campi di calcio, ha dimostrato di essere un ottimo
giocatore e di grande personalità. Sarà pure come dice Marino che questo dovrà
essere un anno di transizione ma si sa “ l’appetito vien mangiando”, quindi
perché non provarci fino alla fine per cercare di conquistare un posto in
Europa? Forse non rivivremo più i momenti magici vissuti negli anni
di Ferlaino e Maradona, ma noi adoriamo tutti questi ragazzi che onorano giorno dopo giorno
la maglia azzurra. E a tutte le malelingue, riprendendo un noto spot
televisivo, diciamo: “Noi tifiamo Napoli…tiè!”.